1.11.2006

Alessandro Del Piero: La Juve festeja




















Son mas de 12 años que la Juve tiene un símbolo, un referente, un capitán. La Juve y Del Piero son una sola cosa.

Después de la victoria contra la Fiore, el capitano es el máximo goleador bianconero de todos los tiempos. La institución, a través de su página oficial (www.juventus.it), recuerda los capítulos de la leyenda:

Il primo anno alla Juventus

Il 12 settembre del 1993 Alex fa il suo esordio in serie A a Foggia e tre giorni dopo, in Coppa Uefa, contro il Lokomotiv Mosca, ecco il debutto in Europa. Il 19 settembre poi, al Delle Alpi, all’80’ minuto di Juvenus-Reggiana, Del Piero timbra il 4-0 di una partita già segnata. Sembra un gol poco importante, visto il punteggio. In realtà, a pensarci ora, è il primo capitolo di un libro che riscriverà la storia bianconera.






Il secondo anno di Alex alla Juventus è segnato da grandi cambiamenti, innanzi tutto al vertice: a guidare la società ora ci sono il vicepresidente Roberto Bettega, Antonio Giraudo e Luciano Moggi, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale. Il presidente è l’avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano. La nuova dirigenza opera subito una scelta coraggiosa: la squadra viene affidata a Marcello Lippi, allenatore giovane, che ha ben figurato sulle panchine di Napoli e Atalanta, ma che, alla guida di una “grande”, è una scommessa al buio. Il tecnico viareggino ama un calcio spregiudicato, votato all’attacco e nel primo anno dei tre punti a vittoria, le sue scelte si rivelano vincenti.



Sul tetto del mondo

Alex è già un idolo dei tifosi e la società decide di puntare su di lui con convinzione; Roberto Baggio emigra a Milano da quel momento il numero dieci non si scolla più dalle spalle di Alex. E’ il numero dei fuoriclasse e Del Piero lo indossa con naturale eleganza, nobilitandolo con giocate superbe, che portano al traguardo più ambito: la Champions League. Si inizia a Dortmund, contro il Borussia e Alex incanta: i tedeschi passano subito in vantaggio con l’ex Moeller, la Juve pareggia poco dopo con Padovano.

La partita è difficile, ma il fenomeno di San Vendemmiano, ha in serbo un colpo che passerà alla storia: dal vertice sinistro dell’area di rigore lascia partire un tiro carico di effetto che si insacca tra il palo più lontano e la traversa, preciso nel “sette”. E’ il “gol alla Del Piero”, che in Italia aveva già mostrato l’anno precedente contro il Napoli, ma che, siglato in Europa contro i tedeschi e ripetuto contro Ranger Glasgow e Steaua Bucarest, diviene il suo marchio di fabbrica internazionale.

Il gol più prezioso però arriva nei quarti di finale: la Juve deve rimontare contro il Real Madrid l’1-0 patito a Bernabeu e Alex ci mette sedici minuti per rimettere a posto le cose, con una punizione maligna, che Canizares può solo guardare. Padovano chiuderà poi il conto, spianando la strada verso la semifinale col Nantes e verso il trionfo di Roma. La Juve è signora d’Europa e il 26 novembre 1996 diventa padrona del mondo.

Altri due anni di trionfi

Dopo soli tre anni alla Juventus, Alex ha già conquistato una Champions League, uno scudetto, una coppa Italia e una supercoppa Italiana. Ma già nei primi mesi della stagione 1996/97, il bottino aumenta in maniera consistente, con la Coppa Intercontinentale e con la Supercoppa Europea. Vittima designata di una Juventus “tritatutto” è il Paris Saint Germain, addirittura umiliato in casa per 1-6 e regolato nella gara di ritorno giocata a Palermo con un 3-1 al quale Del Piero partecipa con una doppietta. In campionato è una marcia trionfale: solo il Parma di Buffon Cannavaro e Thuram prova a tenere il passo dei bianconeri, ma la Juve macina punti e regala spettacolo e arriva il 24° scudetto, il secondo per Alex.

La stagione potrebbe essere indimenticabile, ma la seconda finale di Champions League consecutiva ha un epilogo inatteso. La Juve ritrova il Borussia Dortmund, sempre schiacciato negli ultimi anni; a Monaco però i tedeschi giocano una partita orgogliosa e a nulla vale il capolavoro siglato da Del Piero nella ripresa: un gol di tacco da antologia che non basta però per ai bianconeri per centrare la stagione “perfetta”.

L’anno successivo la storia si ripete: dopo aver vinto la Supercoppa Italiana a spese del Vicenza, la Juve centra la terza finale consecutiva in Champions, ma viene sconfitta ad Amsterdam dal Real Madrid. In campionato però non ce n’è per nessuno: l’Inter cerca di contrastare l’armata bianconera, forte dell’arrivo di Ronaldo, ma il vero “fenomeno” è Alex che in 32 partite segna la bellezza di 21 reti, l’ultima delle quali proprio contro l’Inter, nella sfida decisiva del 26 aprile al Delle Alpi. Un gol che vale uno scudetto: il secondo consecutivo, il terzo per Del Piero.

La stagione 2001/2002 presenta al via una Juventus rivoluzionata: in campo, dove partono Inzaghi e Zidane e arrivano Buffon, Thuram e Nedved, e in panchina, dove Ancelotti lascia il posto al ritorno di Marcello Lippi. La partenza è al fulmicotone: al Delle Alpi arriva il Venezia, surclassato dalla doppietta di Trezeguet, promosso titolare, e da quella di Alex che in un sol colpo raggiunge e supera un traguardo storico: 100 gol in maglia bianconera.

A fine stagione le marcature di Del Piero in campionato saranno ben 16 e l’ultima avrà un sapore speciale: la Juventus all’ultima giornata di campionato va ad Udine. I bianconeri sono secondi in classifica, un punto dietro l’Inter che gioca all’Olimpico contro la Lazio. E’ un pomeriggio che regala emozioni forti: a Udine Trezeguet va a segno dopo due minuti e Del Piero chiude il conto all’11’. Non resta che aspettare notizie da Roma e man mano che arrivano prende corpo un’impresa storica. L’Inter nel primo tempo va due volte in vantaggio e due volte viene raggiunta, poi, nella ripresa, crolla. All’Olimpico termina 4-2 per la Lazio. La Juventus è campione d’Italia per la 26° volta e Alex vince il suo quarto scudetto.

Il quinto arriva l’anno successivo, dopo una cavalcata trionfale, impreziosita da altre 16 perle di Alex. La Juve, che in estate si era aggiudicata anche la Supercoppa Italiana, va forte anche in Europa. In Champions League è memorabile la semifinale di ritorno contro il Real Madrid: al Bernabeu le merengues si impongono per 2-1, ma al Delle Alpi i bianconeri disputano una delle loro partite più belle. Nel 3-1 che spiana la strada verso finale di Manchester, c’è anche la firma di Del Piero che timbra con una magia delle sue il momentaneo 2-0. All’Old Trafford contro il Milan arriva però una delusione cocente; qualche mese più tardi la Juve si prenderà la propria rivincita nella Supercoppa Italiana giocata a New York proprio contro i rossoneri e sarà quello l’unico trofeo della stagione, l’ultima dell’era Lippi.

Il migliore di tutti i tempi

E’ storia recente: dopo la seconda era Lippi sulla panchina della Juventus arriva Fabio Capello, che ha vinto ovunque, ha vinto sempre e alla guida della squadra più titolata d’Italia non può che fare altrettanto.
La Juve prende la testa della classifica alla prima di campionato e non la molla più, al limite la divide in comproprietà con il Milan, fino alla sfida decisiva dell’8 maggio a San Siro. Ed è in quella partita che tutto il talento e il carisma di Alex vengono fuori: la Juve vince grazie ad un gol di Trezeguet, ma proprio il capitano è il migliore in campo ed è proprio lui a pennellare con una spettacolare rovesciata l’assist che David trasforma in rete.


E’ importante sottolineare quel gesto, perché Alex non è solo un goleador, ma è anche un giocatore che sa mettersi al servizio della squadra e se non è lui a segnare, spesso e volentieri è lui che manda i compagni in rete. Una qualità che non viene riportata nelle statistiche, ma che è preziosa quanto lo straordinario fiuto del gol del più grande cannoniere della storia della Juventus: il capitano Alessandro Del Piero.

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